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È online la Guida condivisa della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, per rendere più efficace, sostenibile e veloce la progettazione e la realizzazione delle opere di riduzione del dissesto idrogeologico nel nostro Paese.

Al termine dell’evento Progettare l’Italia sicura, organizzato dalla Struttura di missione del Governo “ItaliaSicura” e svoltosi a Roma il 13 dicembre 2017, quale tappa al percorso di condivisione sulle Linee guida della progettazione contro il dissesto idrogeologico, è stata approntata una Guida condivisa, alla cui redazione hanno contribuito 144 esperti provenienti da tutte le diverse esperienze italiane impegnate in questo campo suddivisi in 12 tavoli di discussione, tanti quanti sono gli elementi fondamentali su cui dovrebbe basarsi una buona progettazione.

Dal 2014 si è assistito ad un cambio di passo sul delicato tema del contrasto al dissesto idrogeologico con un nuovo modello di gestione delle attività volte alla mitigazione del rischio idrogeologico.

Espressione di questo nuovo modello è stata l’istituzione della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico (ItaliaSicura), per il coordinamento delle amministrazioni centrali e locali competenti, che ha avviato un percorso di nuovo e sistematico coinvolgimento di tutti i soggetti attivi nella riduzione del rischio idrogeologico.

A livello territoriale il riassetto istituzionale si è concretizzato nella semplificazione delle competenze amministrative, con la qualificazione dei Presidenti delle Regioni quali Commissari di Governo contro il dissesto idrogeologico.

Nel corso del tempo è emersa una qualità dei progetti non adeguata agli obiettivi di mitigazione del rischio. Per superare questa impasse e promuovere un nuovo modello, ItaliaSicura è intervenuta sia promuovendo l’istituzione del cd. “Fondo per la progettazione” da 100 milioni di euro, sia attraverso la predisposizione delle “Linee guida per le attività di programmazione e progettazione degli interventi per il contrasto del dissesto idrogeologico” che si pongono  l’obiettivo ambizioso di fornire ai professionisti ed alle amministrazioni un supporto agile in materia di programmazione e progettazione degli interventi.

Oggi è una giornata molto positiva per la lotta al dissesto idrogeologico in Italia – ha dichiarato Michele Torsello, Dirigente di ItaliaSicura –  Per la prima volta dopo tanto tempo 144 esperti provenienti da tutte le diverse esperienze impegnate in questo campo si sono confrontati per migliorare ancor di più le linee guida della progettazione che consideriamo uno dei risultati più importanti dell’attività di ItaliaSicura”.

“Un contributo per il futuro per rendere sempre più concreta efficace e veloce la progettazione e la realizzazione delle opere contro il dissesto”.

Tavolo 1. A cosa serve il progetto?
Quali sono le finalità di un progetto? Perché è importante per la vita della popolazione e per l’ambiente che ci circonda? Le linee guida puntano all’obiettivo di valutare il rischio causato dal dissesto idrogeologico da andare a mitigare e i criteri di gestione del progetto.

Tavolo 2. Ma questo progetto conviene?
Uno dei principi cardine delle linee guida sulla progettazione è l’analisi del rapporto tra i costi e i benefici derivanti dalla realizzazione di un intervento. Ragionare in modo comparativo su questi dati aiuta a valutare meglio le possibili soluzioni alternative e soprattutto ad ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie disponibili.

Tavolo 3. Visione di insieme.
Un progetto non può essere pensato se non inscritto in un ambito di influenza ben individuato e caratterizzato. Le linee guida aiutano ad comprendere meglio  la coerenza dell’intervento con l’ambiente e le opere circostanti, attraverso l’esplorazione delle azioni e delle retroazioni.

Tavolo 4. Primo, non nuocere.
Un progetto per essere coerente con il contesto in cui prevede di sviluppare l’intervento deve prima di tutto fornire ogni “garanzia” che non crei ulteriori o diversi danni. Le linee guida fanno chiarezza su questo punto fondamentale.

Tavolo 5. Dopo il taglio del nastro.
Un intervento non si conclude con la sua entrata in esercizio, ma per conservarne l’efficacia è necessario gestirlo per il  suo intero ciclo di vita. Dalle linee guida importanti suggerimenti per fare in modo che tutto fili liscio.

Tavolo 6. Le scienze dell’acqua.
Una buona progettazione non solo deve partire dalle specifiche caratteristiche climatiche e idrografiche del contesto sui cui interviene, ma deve farlo alle diverse scale spaziali e temporali di interesse.

Tavolo 7. Le scienze della terra.
Gli aspetti geologici e geotecnici costituiscono un elemento fondamentale nella progettazione
delle opere di gestione del dissesto idrogeologico, e le linee guida indirizzano sui modi più efficaci per una adeguata caratterizzazione dei contesti e dei materiali interessati.

Tavolo 8. Il Fiume attivo.
Gli interventi sui corsi d’acqua o sulle coste vanno spesso ad interferire con processi di grande complessità e con scale spaziali e temporali molto varie. Le linee guida indirizzano la valutazione di questi aspetti nello sviluppo del progetto.

Tavolo 9. Il fiume vivo.
Una buona progettazione degli interventi contro il dissesto non può fare a meno di valutare gli impatti delle opere sugli ecosistemi. Per questo è necessario mettere insieme competenze molto diverse. Le linee guida promuovono questo approccio interdisciplinare.

Tavolo 10 . Attorno al fiume.
La realizzazione degli interventi, specie se interessa settori ampi di territorio, può attivare dinamiche conflittuali per la tutela di interessi diversificati. Le linee guida suggeriscono una particolare attenzione nel percepire e gestire queste dinamiche sull’intero periodo di vita delle opere.

Tavolo 11. Resilienza prima di tutto.
Quanto possono influire il cambiamenti climatici sull’efficacia delle opere e sulle loro prestazioni? Le linee guida invitano a non trascurare questi fattori, ma a considerare invece gli elementi di resilienza  in modo solido e pragmatico.

Tavolo 12. Progetti georeferenziati.
Ogni attività progettuale produce un enorme patrimonio informativo, che non deve essere disperso ma che va messo a sistema e valorizzato, anche per stimolare la partecipazione dei cittadini. Le linee guida ricordano che il progettista deve essere il primo responsabile di questa trasmissione di sapere, fornendo i dati in modo georeferenziato e secondo standard ben definiti.

Si è trattato dunque di ragionare e immaginare un’evoluzione delle Linee Guida create dalla Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche e consegnarle al Governo che verrà e agli enti locali che opereranno per ridurre il dissesto idrogeologico nel nostro Paese.

Le linee guida sono un contributo di indirizzo, nate dalla consapevolezza che sul dissesto idrogeologico esistesse un grande problema di ritardi e di disponibilità economica nella progettazione. Si è pensato quindi ad una Guida strutturata necessaria per rendere più efficaci e rapide le procedure di progettazione.

Il lavoro di ItaliaSicura ha poi inciso molto in questi anni di attività sulla predisposizione di un Piano di interventi e di un Piano finanziario di opere contro il dissesto idrogeologico, con particolare attenzione alle aree metropolitane più densamente popolate e a rischio.

È stato inoltre realizzato un lavoro importante sul recupero di risorse e di semplificazione delle competenze con la scelta di nominare commissari delegati alla lotta al dissesto idrogeologico tutti i presidenti delle Regioni, un lavoro coordinato, da continuare per garantire la sicurezza dei cittadini e salvaguardare un territorio prezioso.

 

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