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La Giornata Mondiale Alimentazione (16 ottobre 2018) quest’anno avrà per tema come sia ancora possibile raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 2: Fame zero al 2030. Attesa per il messaggio di Papa Francesco.

Il 16 ottobre di ogni anno, si celebra la Giornata Mondiale Alimentazione (WFD 2018) per commemorare la fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), avvenuta nel 1945.

Per l’occasione sono in programma eventi in oltre 130 Paesi del mondo, ma la cerimonia principale avrà luogo a Roma presso la sede della FAO con gli interventi del Direttore Generale, José Graziano da Silva, il Presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, Gilbert F. Houngbo e il Direttore Esecutivo del Programma alimentare mondiale, David M. Beasley, nel corso della quale saranno letti i messaggi di Papa Francesco e del Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

La FAO riporta i numeri del fenomeno per evidenziarne la portata e la necessità di una governance:
– il mondo produce cibo sufficiente per sfamare tutti, tuttavia una persona su nove soffre la fame;
– secondo le stime della FAO, nel 2016 circa 815 milioni di persone hanno sofferto di fame cronica;
circa il 60% delle persone denutrite nel mondo è composto da donne;
circa l’80% delle popolazioni più povere vive in aree rurali e la maggior parte vive di agricoltura;
– ogni anno la fame uccide di più rispetto a malattie come malaria, tubercolosi e AIDS.;
– circa il 45% delle morti infantili è dovuto alla malnutrizione;
155 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni soffrono ancora di rachitismo;
1,9 miliardi di persone – oltre un quarto della popolazione mondiale – sono in sovrappeso e 600 milioni di esse sono obese;
3,4 milioni di persone muoiono ogni anno per sovrappeso e obesità; in molti Paesi si muore di più per obesità che per omicidi;
– il costo della malnutrizione per l’economia globale equivale a 3.500 miliardi di dollari l’anno;
– secondo la FAO la produzione agricola deve aumentare di circa il 60% entro il 2050 per poter alimentare una più vasta e generalmente più ricca popolazione

La Giornata Mondiale Alimentazione quest’anno si svolge nel contesto di un mondo dove milioni di persone sono costrette a fuggire dalle loro case – mai come adesso dalla Seconda Guerra Mondiale – a causa di guerre e instabilità politica.
Dopo decenni, la fame a livello mondiale è in crescita per il secondo anno consecutivo.
Le perdite economiche da eventi meteorologici estremi legati ai cambiamenti climatici continuano a crescere e rappresentano ormai il 77% di quelle dovute a disastri naturali.

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile” (OSS 2), come concordato a livello mondiale sottoscrivendo nel settembre 2015 l’Agenda ONU al 2030, può sembrare sempre più difficile da raggiungere. L’esperienza ha però dimostrato che la sicurezza alimentare e la nutrizione possono fare passi da gigante se i Paesi, le istituzioni e gli individui lavoreranno insieme.

Per questo la FAO ha scelto come tema della Giornata mondiale alimentazione 2018: “Le nostre azioni sono il nostro futuro. Un mondo #ZeroHunger entro il 2030 è possibile”.

Ciò richiede una trasformazione fondamentale e continua nel modo in cui coltiviamo il cibo, gestiamo le risorse naturali e sosteniamo le comunità vulnerabili. L’obiettivo Fame Zero nel 2030 non può essere raggiunto senza affrontare le connessioni tra sicurezza alimentare e sviluppo rurale. L’80% delle popolazioni povere mondiali vive in aree rurali, in cui la sopravvivenza è legata all’agricoltura, alla pesca o alla silvicoltura. Proteggere e promuovere il loro benessere è fondamentale per ridurre la malnutrizione in tutte le sue forme, migliorare i sistemi di produzione alimentare per tutti e preservare la salute a lungo termine delle risorse naturali della terra.

Oggi abbiamo più informazioni che mai su quello che funziona nella lotta contro la fame e la malnutrizione, anche tra sfide estreme. Raggiungere Fame Zero in tutto il mondo, però, richiederà alle persone di lavorare più a stretto contatto a livello globale e locale affinché tutti abbiano l’opportunità di vivere in modo sano e produttivo.

Governi, organizzazioni, agricoltori e gli interessi del settore privato possono avere un impatto enorme nel raggiungimento della Fame Zero, ma non possono farcela da soli – sottolinea la FAO – Ognuno ha un ruolo da svolgere, ogni giorno, utilizzando le risorse della Terra in modo più oculato, seguendo diete nutrienti, riducendo gli sprechi, assumendo stili di vita più sostenibili e condividendo idee e opinioni su come realizzare queste cose”.

Per conoscere le ultime novità su #FameZero visita il sito web della FAO e segui gli eventi su Facebook, Instagram e Twitter.

 

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