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L’ultimo Rapporto dell’AEA sull’andamento e sulle proiezioni delle emissioni di gas serra confermano che non dovrebbero esserci problemi per il conseguimento dell’obiettivo prefissato di riduzione al 2020, ma senza un cambio di passo è difficile centrare quello al 2030 e sarebbe impensabile raggiungere quello al 2050.

Secondo il Rapporto “Trends and projections in Europe 2017”, pubblicato il 7 novembre 2017 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, “le emissioni di gas a effetto serra nel 2016 mostrano solo una modesta diminuzione rispetto al 2015, quando le emissioni di GHG sono aumentate per la prima volta dal 2010. La riduzione nel 2016 è avvenuta nonostante un aumento delle emissioni dei trasporti”.

“Il consumo energetico primario è aumentato nel 2016, per il secondo anno consecutivo, dopo il forte calo dei consumi nel 2014, a causa di un inverno eccezionalmente caldo che ha determinato una domanda energetica particolarmente bassa per il riscaldamento”.

Trends and projections in Europe 2017” comprende :
– una valutazione dei progressi verso gli obiettivi climatici dell’UE;
le stime preliminari dei gas serra nell’UE nel 2016;
un’analisi dettagliata dell’andamento e delle proiezioni riguardanti l’EU ETS, il Sistema europeo di scambio di quote di emissione.
Manca la valutazione dei progressi rispetto agli obiettivi energetici che sarà pubblicata entro la fine di novembre 2017.

L’UE è saldamente in pista per raggiungere i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni al 2020 –  ha sottolineato il Direttore esecutivo dell’Agenzia, Hans BruyninckxTale andamento dimostra gli effetti positivi dell’innovazione e degli investimenti nell’economia low carbon del futuro. Tuttavia, è evidente che tutti dobbiamo intensificare notevolmente i nostri sforzi se vogliamo soddisfare gli impegni dell’Accordo di Parigi e gli obiettivi più ambiziosi a lungo termine per il 2030 e il 2050”.

Secondo le stime preliminari, nel 2016 le emissioni nell’UE sono diminuite dello 0,7% rispetto al 2015 e questo leggero calo è dovuto principalmente ad una maggior quota di energie rinnovabili e al passaggio dal carbone al gas nel mix energetico dell’UE, nonostante un aumento del consumo di energia e la crescita delle emissioni nei settori residenziale e dei trasporti.

Per quanto attiene ai grandi impianti industriali e ai voli all’interno dell’UE, tra il 2015 e il 2016 le emissioni sono diminuite del 2,6%, per effetto degli tagli alle emissioni nelle grandi centrali elettriche. Le emissioni delle compagnie aeree, che rappresentano il 3% delle emissioni totali coperte dall’UE ETS, sono aumentate rispetto all’anno precedente (+ 7,6%), in quanto è cresciuto il numero dei passeggeri. Complessivamente, le emissioni provenienti dai settori sotto l’EU ETS sono scesi del 26% rispetto ai livelli del 2005.

Negli altri settori (trasporti, edifici, agricoltura e rifiuti), per i quali gli Stati membri hanno obiettivi annuali in materia di emissioni a livello nazionale in base all’Effort Sharing Decision (impegno assunto dal Consiglio UE nel 2014 per la riduzione del 40% delle emissioni di gas serra al 2030), le stime preliminari indicano che nel 2016 le emissioni aggregate a livello UE sono aumentate dello 0,9%, a causa di un maggior consumo di energia per il riscaldamento per effetto delle condizioni meteorologiche e di una più elevata domanda del settore trasporti. Le emissioni di questi settori sono ora del 11% al di sotto dei livelli del 2005.

Le ultime proiezioni degli Stati membri mostrano che, quantunque le emissioni dell’UE complessivamente rimarranno al di sotto dell’obiettivo 2020, la situazione si presenta eterogenea a livello di Stati membri: 21 Stati si aspettano di mantenere o ridurre le loro emissioni al di sotto dei loro obiettivi nazionali entro il 2020; tuttavia, Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Irlanda, Lussemburgo e Malta devono migliorare da subito i propri sforzi per raggiungere i rispettivi obiettivi al 2020.

Gas serra andamento proiezioni e obiettivi UE 1990 2050

Gas serra andamento proiezioni e obiettivi UE 1990 2050

Per l’Agenzia, sebbene l’UE rimanga sulla giusta traiettoria per raggiungere i target al 2020, occorre intensificare gli sforzi attuali per conseguire obiettivi più ambiziosi a più lungo termine. Le proiezioni, infatti, mostrano ulteriori riduzioni delle emissioni di gas a effetto dell’UE dopo il 2020, ma le indicazioni provenienti dalle analisi dei singoli Stati membri offrono un quadro di rallentamento nei prossimi anni, tali da non far centrare l’obiettivo di riduzione del 40% al 2030, per raggiungere il quale, anche a seguito degli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi, la Commissione UE sta discutendo le misure da intraprendere con gli Stati membri e con il Parlamento europeo.

Queste misure includono una revisione dell’EU ETS, una proposta  di Regolamento per la ripartizione degli sforzi che definisca limiti nazionali di emissione per i settori fuori dall’EU ETS, l’integrazione dell’uso del suolo e della silvicoltura nel quadro politico, la rifusione delle Direttive sull’energia rinnovabile e sull’efficienza energetica, e una proposta di governance dell’Unione dell’energia.

Il nuovo sistema di governance dovrà garantire che le politiche e le misure nazionali sostengano adeguatamente la transizione verso un’economia dell’UE a basso tenore di carbonio e la salvaguardia del raggiungimento degli obiettivi dell’UE nel 2030.

Allo stesso modo, secondo l’AEA, gli sforzi per raggiungere gli obiettivi a lungo termine del 2050 sulla decarbonizzazione dovranno essere notevolmente intensificati, compresi quelli per la trasformazione dei settori energetico, alimentare e della mobilità dell’Europa.

 

In copertina: Tamas Parkanyi, ImaginAIR / EEA

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