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Pubblicato il Rapporto dell’IRPI-CNR con gli elenchi, le statistiche, le analisi e le descrizioni di frane e inondazioni che hanno causato danni diretti alla popolazione nel corso dell’anno passato, “meno sfortunato” rispetto ad alcuni degli anni precedenti.

È stato pubblicato sul sito Polaris (Popolazione a Rischio da Frana e da Inondazione in Italia), curato dall’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irpi-Cnr) di Perugia, il Rapporto periodico sul rischio posto alla popolazione italiana da frane e inondazioni. Anno 2017.

In Italia, frane e inondazioni sono fenomeni diffusi, ricorrenti e pericolose. Da oltre vent’anni, l’Irpi-Cnr raccoglie, organizza e analizza informazioni sull’impatto che gli eventi di frane e inondazioni hanno sulla popolazione.

Le informazioni sono state raccolte attraverso l’analisi di molte fonti storiche, d’archivio e cronachistiche, e sono organizzate in un archivio che copre il periodo fra l’anno 68 d.C. e il 2017.

Il Rapporto periodico illustra i livelli di rischio individuale ovvero il rischio posto da pericoli di frane e inondazioni a un singolo individuo, ed è espresso dall’indice o tasso di mortalità (rapporto tra il numero dei morti in una popolazione in un periodo di tempo, e la quantità della popolazione media nello stesso periodo). Nel Rapporto periodico l’indice di mortalità è dato dal numero di morti e dispersi in un anno ogni 100.000 persone.

Il Rapporto periodico 2017 contiene elenchi, mappe, statistiche ed analisi sugli eventi di frane e inondazioni che hanno causato danni diretti alla popolazione nel periodo compreso fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2017, e nei periodi fra il 2012 e il 2016 e fra il 1967 e il 2016.

Nel 2017, frane e inondazioni hanno causato in Italia 16 morti, 22 feriti e oltre duemila tra sfollati e senzatetto – ha sottolineato Paola Salvati dell’Irpi-Cnr – Tali eventi hanno colpito 67 comuni, distribuiti in 18 regioni. La Toscana è la regione con il più alto numero di vittime, altre regioni colpite sono Lombardia, Trentino Alto Adige ed Emilia-Romagna e la Sicilia”.

Durante il 2017, i principali eventi meteo-climatici con danni alla popolazione si sono verificati nei mesi di settembre e dicembre. In particolare, “Dalla serata del 9 settembre e per tutta la notte i territori di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti sono stati interessati da eventi meteorologici di elevata intensità che hanno determinato gravi esondazioni dei rio Ardenza e del rio Maggiore provocando la perdita di otto vite umane, l’isolamento di alcune località e l’evacuazione di numerose famiglie, danneggiamenti alle infrastrutture viarie e ad edifici pubblici e privati – ha precisato la ricercatrice – Dal 10 al 12 dicembre, una forte perturbazione ha interessato l’Emilia-Romagna. Le piogge hanno colpito soprattutto la parte montana dei bacini dei fiumi Trebbia, Taro, Parma, Enza, Secchia, Panaro e parzialmente del Reno. Alle intense piogge si sono aggiunte le acque di fusione del manto nevoso dovuto al progressivo aumento delle temperature, causando il sormonto dell’argine destro del fiume Enza e il successivo cedimento dell’argine, con gravi danni al centro abitato e alla zona industriale di Lentigione. Più di 1.100 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case”.

 

Cartina con i fenomeni di frane e alluvioni nel 2017

Mappa degli eventi di frane e inondazioni 
con vittime nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2017 (Fonte: IRPI-CNR)

Per facilitare l’analisi, il Rapporto contiene un raffronto con le mappe e le statistiche sugli eventi fatali avvenuti nei 5 e nei 50 anni precedenti.
I dati del 2017 sono più gravi di quelli registrati nel 2016, ma sempre sotto la media sia nel corto che nel lungo periodo – ha commentato il Direttore dell’Irpi-Cnr, Fausto GuzzettiNel quinquennio 2012-2016 gli eventi geo-idrologici hanno causato 103 morti e dispersi, mentre nei 10 anni tra il 1997 ed il 2016 le vittime per eventi geo-idrologici sono state 249, con medie rispettivamente di circa 20 e 25 vittime l’anno. Nei 50 anni tra il 1967 ed il 2016, sono registrate 1.789 vittime per una media di circa 36 l’anno. Questo vuol dire che il 2016 e il 2017 sono stati anni meno sfortunati, ma l’analisi nel lungo periodo dice che scostamenti dalla media sono molto frequenti: non possiamo quindi parlare di una tendenza alla diminuzione dell’impatto degli eventi geo-idrologici sulla popolazione”.

In copertina: Immagine dell’alluvione nel livornese nel settembre 2017

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