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Dal XII Rapporto elaborato da Euromobility, la città di Parma mantiene il primato della città più “eco-mobile” d’Italia seguita da Milano e Venezia. Cagliari è l’unica città del Centro-sud ad inserirsi nella top ten.

Nel corso di MobyDixit, la 18ma Conferenza Nazionale sul Mobility Management e la Mobilità Sostenibile (Modena,11-12 ottobre 2018), , è stato presentato il XII Rapporto, elaborato da Euromobility con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM).

È ancora Parma a mantenere saldamente la 1ma posizione, confermandosi la città più “eco-mobile” d’Italia, per la consolidata presenza di un mobility manager di città e di servizi di sharing mobility, ma anche per una buona dotazione di servizi di trasporto pubblico e per uno dei parchi circolanti più ricchi di veicoli a basso impatto, oltre che ad essere stata una delle prime città italiane ad aver approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS).

Al 2° posto si piazza Milano e Venezia completa (3° posto) il podio, mentre Cagliari (7° posto) è l’unica città del sud nella “top ten”, dove spicca Brescia ( 4°posto), seguita da Padova e Torino. Completano le prime dieci posizioni Bologna, Verona e Modena.
Roma perde posizioni e si attesta soltanto al 23° posto. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile Catanzaro, poco più su Potenza e Campobasso.

Il Rapporto di Euromobility segnala che continua ad aumentare (+0,8%) il tasso di motorizzazione (l’indicatore che misura la consistenza della flotta veicolare in rapporto alla popolazione residente. In aumento anche il dato nazionale (+1,2%). L’Italia si allontana sempre più dalla media europea di circa 49,8 auto ogni 100 abitanti. Nel 2017 il tasso di motorizzazione è in aumento in 49 delle 50 città; fa eccezione solamente Reggio Emilia (-0,60%). Aumenta comunque il numero di veicoli a basso impatto, soprattutto GPL, che raggiungono complessivamente il 9,46% del parco nazionale circolante, e quelli ibridi ed elettrici che aumentano del 45%. Al palo i veicoli a metano (2,49%).

Le città con il maggior indice di motorizzazione sono nuovamente L’Aquila e Potenza, la prima con 76,5 e la seconda con 75,1 auto ogni 100 abitanti, seguite da Perugia (72,7), Campobasso (70,7) e Catania (70,3). Le città più virtuose, dove circola il minor numero di auto per abitante, sono Venezia (42,8), Genova (46,9), Milano (51,3) e Firenze (51,8). A conferma della tendenza degli ultimi 5 anni, anche nel 2017 a Bolzano e Trento si registra un notevole incremento del numero di auto, dovuto alla forte concentrazione di società di noleggio che continuano a stabilire la sede legale in questi Comuni per usufruire di una minore tassazione sull’iscrizione delle nuove autovetture, analogamente a quanto accade da un numero ancor maggiore di anni ad Aosta.

Dai dati elaborati da Euromobility, nel 2017 si è registrato un leggero peggioramento della qualità dell’aria nelle nostre città. Scendono da 49 a 48 le città in cui si registra una media annuale di PM10 inferiore al limite fissato dalla norma e da 31 a 28 quelle in cui a essere rispettato è il valore limite annuale del biossido di azoto.

Complessivamente passano da 23 a 20 le città che rispettano tutti i limiti imposti dalla normativa. Vale la pena di elencarle: Ancona, Aosta, Cagliari, Catanzaro, Foggia, Forlì, L’Aquila, Latina, Livorno, Messina, Perugia, Pescara, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Sassari, Siracusa, Taranto, Trieste e Udine.

È anche quest’anno Torino a segnare sia il primato per il maggior numero di giorni di superamento (47) della media giornaliera di PM10, seguito da Padova (42), sia quello per il superamento (ben 25) della soglia delle 18 ore all’anno del limite orario di 200 microgrammi al metro cubo per il biossido di azoto.

Luci e ombre per la mobilità condivisa. In netto aumento (+18%) il numero di auto impiegate nei servizi di car sharing “a flusso libero” (quelli cioè in cui il prelievo e la riconsegna delle autovetture possono avvenire in qualsiasi punto all’interno dell’area prevista dal servizio), che passano complessivamente dalle 5.730 del 2016 alle 6.743 del 2017.

Al palo il car sharing convenzionale, quello cioè in cui l’utente preleva e riconsegna la vettura in parcheggi ben definiti, operativo in 16 delle 50 città del Rapporto. Nel 2017 le auto in flotta sono in leggero aumento rispetto al 2016 (+8%), sebbene si sia registrata la chiusura dei servizi di Firenze e Torino. È Roma a contare il numero maggiore di auto in flotta (205), seguita da Palermo (153) e Milano (149). A spiccare in termini di auto in flotta disponibili per abitante è Cagliari (ben 3,1 auto/10.000 ab), seguita a distanza da Palermo e Bolzano (rispettivamente 1,9 e 1,6 auto/10.000 ab).

Sono 14 sulle 21 città in cui è attivo un servizio di car sharing (convenzionale o a flusso libero) quelle che offrono anche veicoli con motore elettrico. Spicca la città di Modena, in cui il 100% della flotta è elettrico.

Nonostante la diffusione dei servizi di car sharing sia ormai consolidata a territorio nazionale, si segnala una crescente difficoltà di reperimento dei dati di utilizzo.

Aumentano del 4% le bici del bike sharing, il servizio di biciclette condivise presente nel 2017 in 21 delle 50 città dell’osservatorio. Erano 18 nel 2016, a cui si aggiungono nel 2017 Cagliari, Salerno e Sassari. Torino aggiunge 100 biciclette alle 1.200 già disponibili e raggiunge quota 1.300. In testa sempre Milano (4.650 bici), Brescia è la terza città per numero di bici in sharing (390, in aumento rispetto alle 364 del 2016), seconda invece solo a Milano per numero di bici rispetto alla popolazione.

La vera novità del 2017 è però l’arrivo dei servizi “a flusso libero” (free floating), analoghi a quelli di car sharing già consolidati sul suolo italiano, che permettono il prelievo e il rilascio delle biciclette in qualsiasi punto all’interno dell’area prevista dal servizio. Sono 4 gli operatori che, negli ultimi mesi del 2017, hanno importato in Italia i servizi che già svolgevano all’estero: gobee.bike, Mobike, oBike e Ofo. Si segnala tuttavia che, contrariamente al car sharing a flusso libero, questo tipo di bike sharing è stato caratterizzato fin da subito da un maggiore carattere di incostanza, con svariati servizi già disattivati nei primi mesi del 2018.

Questo dodicesimo Rapporto conferma ancora una volta che occorrono misure ben più coraggiose e strutturali di quelle fin qui messe in campo dal governo e dai nostri amministratori – ha sottolineato Lorenzo Bertuccio, Presidente di Euromobility – La qualità dell’aria non accenna a  migliorare e, come se non bastasse, non diminuisce neppure il numero di morti sulle strade delle nostre città. E nonostante la mobilità condivisa, grazie anche all’affermarsi delle tecnologie, mostri segnali incoraggianti, seppure con qualche distinguo, continua a crescere il numero di automobili in circolazione e ci allontaniamo sempre di più dall’Europa”.

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