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L’Agenzia Internazionale dell’Energia rivede le previsioni del WEO 2017 per il settore eolico, sulla base dei nuovi obiettivi per le rinnovabili. Ma WindEurope ritiene che l’UE debba concordare quanto prima l’obiettivo Net Zero al 2050 di riduzione delle emissioni.

Al Global Wind Summit (Amburgo, 25 -26), l’evento più importante dedicato al settore dell’energia eolica, riunendo contemporaneamente la Fiera WindEnergy di Amburgo e la Conferenza di WindEurope, l’Associazione che annovera oltre 600 membri tra società, organizzazioni, imprese operanti nel settore eolico, il discorso di apertura è stato tenuto dal Commissario UE per l’Azione climatica e l’energia.
La transizione energetica determinerà una profonda trasformazione del nostro modello economico con impatti sociali, oltre quelli puramente economici. Questo è il motivo per cui deve essere inclusiva e perché dobbiamo investire tempo e sforzi in un ampio sostegno pubblico continuo – ha dichiarato Miguel Arias CañeteA tal riguardo l’industria del settore eolico ha un’esperienza preziosa da condividere, sia che attenga a modelli che consentano ai cittadini di condividere i benefici dei nuovi sviluppi, sia che si tratti di trovare modi per riconciliare obiettivi talvolta competitivi, ma alla fine conciliabili, come lo sviluppo delle energie rinnovabili e la protezione della natura”.

Alla Conferenza è intervenuto anche il Direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia IEA), Fatih Birol che ha presentato i dati di aggiornamento per il settore rispetto alle previsioni inserite nell’ultimo Word Energy Outlook (link: http://www.regionieambiente.it/weo_2017_malgrado_tutto_la_domanda_di_petrolio_cresce/), che indicavano “subito dopo il 2030″, l’anno in cui l’energia eolica sarebbe stata la maggiore fonte energetica dell’UE. ora, sulla base dei nuovi obiettivi dell’UE per le rinnovabili che fissano al 2030 il target del 32%, il sorpasso dell’eolico sulle altre fonti energetiche è stato anticipato al 2027.
Il vento ha un ruolo fondamentale nel mix energetico mondiale – ha sottolineato Birol – Oggi rappresenta quasi il 5% della generazione di elettricità, ma il suo potenziale è molto più grande. Con il declino dei costi in corso e le giuste politiche governative, potrebbe diventare una delle principali fonti di generazione a livello mondiale nei prossimi decenni”.

Nel corso dell’evento WindsEurope ha presentato a sua volta il Rapporto (link: https://windeurope.org/wp-content/uploads/files/about-wind/reports/WindEurope-breaking-new-ground.pdf) “Breaking New Ground. Wind energy and electrification of Europe Energy System” che mostra come l’elettrificazione al 62% della domanda energetica nell’UE non è solo realistica, ma anche economicamente conveniente, perché pur aumentando la spesa energetica fino al 2,7% del PIL europeo (mezzo punto in più rispetto alle politiche previste), si ridurrebbero i costi molto più ingenti delle azioni di mitigazione climatica (previste all’1,2% del PIL). 

Il Rapporto mostra che i processi industriali potrebbero essere alimentati fino all’86% da elettricità entro il 2050, offrendo riduzioni delle emissioni dell’88%, mentre gli edifici potrebbero essere riforniti dal 64% di energia elettrica, riducendo le loro emissioni del 70%.

Le vendite di autovetture con motori a combustione interna raggiungeranno il picco nel 2025 secondo le attuali politiche, mentre le auto elettriche dovrebbero rappresentare il 95% delle nuove vendite entro il 2035 su tutti gli scenari di decarbonizzazione. (ndr: Secondo un Rapporto commissionato da Greenpeace al prestigioso Centro Aerospaziale Germanico – DLR e presentato lo scorso settembre durante la Settimana Europea della Mobilità, solo terminando la vendita di auto a benzina e a gasolio prima del 2030, e di auto ibride convenzionali prima del 2035, sarà possibile, per l’Europa, rispettare gli impegni presi con l’Accordo di Parigi).

Con il 62% di elettrificazione dell’energia, le rinnovabili contribuirebbero per il 78%. Grazie alla sua competitività in termini di costi e scalabilità, l’energia eolica potrebbe coprire il 36% della produzione di energia in Europa entro il 2050 con un tasso di accumulo di 20 GW all’anno dal 2030 al 2050.

I benefici sociali dell’elettrificazione basata sulle energie rinnovabili vanno ben oltre le riduzioni delle emissioni. Una drastica riduzione del ruolo dei combustibili fossili contribuirebbe anche a migliorare la qualità dell’aria, i cui costi sanitari sono stimati al 3-9% del PIL europeo all’anno. I risparmi aumenterebbero ulteriormente con l’incremento dell’efficienza del sistema di alimentazione, e con la digitalizzazione i consumatori assumerebbero un ruolo più attivo nel consumo di energia, diventando prosumer e risparmiano sui costi.

L’UE ha fatto molto bene a far rientrare le fonti rinnovabili nel processo di elettrificazione, ma molto meno ad inserirle nei processi industriali, negli edifici e nei trasporti – ha commentato Giles Dickson, CEO di WindEurope – Dobbiamo cambiare se vogliamo occuparci seriamente di decarbonizzazione. L’UE deve concordare un obiettivo di azzeramento del carbonio al 2050”. Che è quanto propone l’iniziativa “Net zero 2050” (link: ) dell’European Climate Foundation.

Anche di queste problematiche si parlerà a Key Wind (Fiera di Rimini, 6-9 novembre 2018), l’unico salone di riferimento per l’energia eolica nel Bacino Mediterraneo, Balcani e Medio Oriente, grazie alla rinnovata collaborazione tra IEG (Italian Exibition Group) ed ANEV (l’Associazione Nazionale che riunisce quasi 70 aziende del settore eolico), all’interno di Key Energy, il Salone dell’Energia e della Mobilità sostenibile, e in contemporanea con ECOMONDO.

 

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