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L’ottava edizione dell’ “Energy Efficiency Report” di Energy&Strategy Group ha rilevato che nel 2017 si sono investiti 6,7 miliardi di euro in efficienza energetica, confermando che il settore è avviato sulla strada di una crescita consolidata, anche se è l’Home&Building con il 65% degli investimenti con le pompe di calore che vale il 21% del mercato.

E&S Group della School of Management del Politecnico di Milano (POLIMI) ha presentato il 5 giugno 2018 nel corso del Convegno “Il Mercato dell’Efficienza energetica in Italia dalla prospettiva degli utenti finali”, “Energy Efficiency Report”, giunto all’VIII edizione, che ha coinvolto 191 imprese industriali e le principali associazioni di categoria.

Tanti i punti principali che il Report 2018 ha affrontato:
– l’analisi, nell’ambito Home, Building, Industria, Servizi e Pubblica Amministrazione, degli investimenti effettivamente realizzati per l’efficientamento energetico, ponendo particolare enfasi sulle varie tecnologie e servizi più richiesti dal mercato e sulla taglia tipica di investimento per le diverse tipologie di soggetti;
– il confronto dei risultati dell’analisi precedente con l’insieme di tecnologie e servizi teoricamente più efficienti per le diverse taglie di investimento, misurando lo scostamento rispetto a quanto rilevato sul mercato;
– lo studio delle forme di finanziamento (entità, modalità, condizioni) che supportano gli investimenti di efficienza energetica delle diverse tipologie di soggetti, con particolare attenzione alle criticità riscontrate e alle possibili evoluzioni attese;
– la proposizione di un modello di analisi del bilancio complessivo per il nostro Sistema Paese (in termini di costi e benefici) del meccanismo delle detrazioni fiscali per gli investimenti in efficienza energetica  dalla sua introduzione ad oggi, valutandone quindi l’efficacia e costruendo scenari virtuosi di evoluzione, sulla scorta di quanto fatto lo scorso anno sui Titoli di efficienza energetica (TEE);
– l’aggiornamento del normativo di riferimento, con particolare attenzione alle evoluzioni in ambito TEE, APE (Attestato di prestazione energetica) e audit energetici ed uno sguardo agli obiettivi nazionali di efficientamento previsti dalla SEN;
– la proposta di una baseline di riferimento (ovvero il consumo di energia primaria del sistema tecnologico assunto come riferimento ai fini del calcolo dei risparmi energetici addizionali) per un comparto industriale, offrendo una metodologia che potrà essere replicata anche per altri settori industriali;
– l’analisi dei fattori che stanno influenzando il prezzo dei TEE e ipotizzare l’impatto che questi avranno sulla volatilità del prezzo dei Certificati Bianchi nei prossimi anni.

Dal quadro complessivo, emerge che il 2017 è stato un anno di grande fermento in Italia per il settore dell’efficienza energetica, finalmente avviato su un sentiero di solida crescita. Gli investimenti si sono attestati a 6,7 miliardi di euro, con un trend che da 5 anni continua a mantenersi molto positivo: +10% rispetto al 2016, e sembra essere confermato dalla prospettiva degli operatori anche nel 1° semestre del 2018.

Tra gennaio e maggio 2018, E&S Group ha diffuso un questionario tra gli oltre 700 energy manager dichiarati dalla Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia (FIRE), le 191 risposte ricevute hanno costituito un campione d’indagine analogo a quello sondato nel 2017, costituito da 183 imprese italiane: Le risposte sono state poi comparate per valutare le evoluzioni avvenute nel corso dell’ultimo anno.

Non mancano le difficoltà e sono ancora molte le incertezze, a partire da quelle del quadro regolatorio – ha commentato Vittorio Chiesa, Direttore di E&S Group, presentando il Rapporto – eppure appare chiaro come il settore dell’efficienza energetica, per un periodo non piccolo considerato il ‘fratello minore’ delle rinnovabili, si sia definitivamente emancipato e abbia raggiungo la piena maturità. Il 2017 infatti ha visto un fiorire di acquisizioni e operazioni di partnership strategiche che hanno ridisegnato il perimetro di attività delle grandi utilities e cambiato decisamente il panorama italiano delle ESCo: quelle certificate sono aumentate del 30% e si è sfiorata quota 10.000 addetti (+34%). Complessivamente i numeri delle ESCo nel corso dell’ultimo anno sono cresciuti più che nell’intero periodo 2012-2016: segno inequivocabile di un cambio di marcia“.

A guidare la classifica degli investimenti nel 2017 è stato ancora il segmento Home & Building con ben il 65% del totale (+10%), seguito dal 33% del comparto industriale (+12%), circa 2,2 miliardi di euro, e dalla Pubblica Amministrazione, buona ultima, che cuba appena il 2%. I 6,7 miliardi di euro di investimenti in efficienza energetica hanno interessato diverse soluzioni e tecnologie, ma le pompe di calore da sole valgono il 21% del mercato (ne sono state installate circa 500.000), seguite da sistemi di illuminazione efficiente (18% degli investimenti), superfici opache (16% del mercato) e impianti di cogenerazione, che pesano per il 9% con l’installazione di circa 450-500 MW.

Solo per motori elettrici e inverter (-17% e -30%), solare termico (-8%) e interventi nel campo della refrigerazione (-29%) si registra un segno negativo, cosa che testimonierebbe un crescente interesse verso gli interventi che coinvolgono l’involucro e i sistemi di condizionamento estivo e invernale a dispetto dei fattori di risparmio del vettore elettrico.

Nell’Home & Building, dei 4,4 miliardi investiti oltre l’80% è andato al segmento residenziale, un buon 15% agli uffici e quel che resta a Grande distribuzione organizzata (GDO) e Hotel, ma  solo il 20% ha riguardato le nuove costruzioni, mentre l’80% delle spese in efficienza energetica è stato dedicato a interventi di retrofit.

Per quanto riguarda il comparto industriale, le soluzioni di efficienza energetica più adottate nel 2017 sono state la cogenerazione  (investimenti per 582 milioni di euro) e i sistemi di combustione efficienti (493 milioni di euro), cioè oltre il 50% del totale del settore. Si attestano su buoni livelli (246 milioni, +23%) anche gli investimenti per realizzare interventi ad hoc sul processo produttivo, seguiti da quelli sull’illuminazione degli edifici e di sostituzione di motori elettrici e inverter (-19%).

A spingere le imprese a valutare e realizzare gli investimenti in efficienza energetica è soprattutto la riduzione dei consumi energetici, mentre il 57% lo ha fatto per sostituire impianti o macchinari obsoleti. Il Rapporto precisa che «”Il principale freno agli interventi, riconosciuto da ben 2 imprese su 3, è dato dai tempi di ritorno eccessivi. Il secondo maggior ostacolo, con una percentuale del 36%, riguarda l’incertezza del quadro normativo, ossia la difficoltà nel recepire in modo esatto gli obblighi e gli schemi di incentivazione, oltre che la discontinuità delle leggi”.

“Energy Efficiency Report” illustra alcune previsioni rispetto al comparto dell’efficienza energetica partendo da tre scenari: “as is” (tale e quale), “ottimistico” e “vincolato”.
Per quanto riguarda il primo, gli investimenti in Italia nel prossimo quadriennio partiranno dai 7,24 miliardi di euro del 2018 per arrivare ai 9,12 miliardi di euro del 2021, con una crescita dell’8% su base annua.
Nello scenario ottimistico, sono previsti investimenti complessivi di 37,59 miliardi di euro nei prossimi quattro anni, con una crescita del 14% su base annua.
Infine, nello scenario vincolato, gli investimenti potrebbero partire dai 6,8 miliardi di euro del 2018, valore stabile rispetto al 2017, e arrivare a 7,10 miliardi di euro nel 2021, con un tasso di crescita dell’1,5% su base annua.

Per valutare la bontà degli investimenti rispetto al  risparmio energetico, E&S Group ha introdotto un indicatore che valuta il costo netto per lo Stato per l’energia (kWh) risparmiata, per approfondire la coerenza tra l’incentivazione e l’obiettivo effettivamente raggiunto. Il valore medio dell’indicatore del costo netto per lo Stato per kWh risparmiato è pari a 0,06 €/kWh risparmiato. Le 4 tecnologie che si pongono al di sopra di tale soglia sono le schermature solari, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, i sistemi di Building Automation e la riqualificazione di edifici. Le altre tecnologie invece si distribuiscono al di sotto della media.

Diagramma rapporto investimenti /risparmio energetico

La matrice riporta sull’asse delle ascisse l’indicatore del costo netto per lo Stato per l’energia (kWh) risparmiata, e sull’asse delle ordinate il numero di interventi realizzati nell’anno 2017 consente di posizionare gli interventi di efficienza energetica incentivati in due quadranti, la cui divisione è costituita dalla media del costo netto per lo Stato per kWh risparmiato.

La Legge di Bilancio 2018 ha ridisegnato lo schema di incentivazione delle detrazioni fiscali proprio per agevolare maggiormente i lavori che migliorano la prestazione globale degli edifici: serramenti e schermature solari vedranno scendere le aliquote di detrazione al 50%, mentre gli impianti di climatizzazione invernale resteranno al 65%, qualora siano presenti sistemi di termoregolazione. L’adozione di un meccanismo più bilanciato e che preveda la possibilità di cedere il credito di imposta a tutti i soggetti potrebbe costituire un forte incentivo per l’ulteriore sviluppo del mercato dell’efficienza energetica.

L’auspicio quindi – conclude il Rapporto “Energy Efficiency Report 2018” – è che, passata la fase di ‘emergenza’ e stabilizzato il mercato ed anche il Governo, si possa tornare a costruire un tavolo di confronto con gli operatori del settore che sia, sulla scorta ad esempio di quanto accaduto nel caso francese, foriero di una visione ‘di sistema’ e di crescita del comparto dell’efficienza energetica”.

Ricordiamo che l’atteso Decreto MiSE e MATTM correttivo del meccanismo dei titoli TEE, dopo il via libera della Conferenza Unificata del 19 aprile 2018, è attualmente alla registrazione della Corte dei Conti, e la sua pubblicazione è imminente.

 

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