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Secondo l’Energy Transition Outlook di DNV GL la domanda mondiale di energia si sta spostando rapidamente verso la decarbonizzazione e spinge a rimodellare gli investimenti, tuttavia la velocità non è ancora tale da mantenere il riscaldamento globale entro i +2 °C alla fine del secolo come prevede l’Accordo di Parigi, per il quale obiettivo serve la combinazione di diverse misure rigorose.

Il RapportoEnergy Transition Outlook” (ETO) di DNV GL, uno dei principali Enti di certificazione a livello mondiale e Società di consulenza aziendale per i settori Energia, Petroli & Gas e Assicurazioni, rilasciato il 10 settembre 2018, sottolinea che il mondo è destinato a sperimentare una massiccia espansione dell’elettrificazione.

Il nuovo Outlook, il secondo di una serie annuale di DNV GL che in qualità di organizzazione indipendente impegnata in attività di garanzia della qualità e di gestione dei rischi, sia per le attività legate a energie rinnovabili sia per quelle del petrolio e del gas, sarebbe, secondo la società, in una posizione unica per fornire un’analisi bilanciata del processo di transizione energetica in atto, prevede che la spesa globale per l’energia, in rapporto alla produzione economica, è destinata a rallentare bruscamente perché la domanda mondiale di energia declinerà dal 2035 in poi.

Rispetto al precedente Rapporto, il modello utilizzato è stata aggiornato e perfezionato, producendo una previsione di tendenza più accentuata verso l’elettrificazione (45% della domanda energetica per vettore rispetto al 40%), mentre la domanda totale di energia è prevista solo in leggera crescita (6%).

Dall’età industriale, la crescita economica e l’utilizzo di energia sono cresciuti appaiati, ma secondo il Rapporto il disaccoppiamento (decoupling) si verificherà definitivamente nel 2035, quando la domanda di energia inizierà a calare e il PIL continuerà a salire.

Questo cambiamento storicamente significativo del fabbisogno energetico mondiale, secondo DNV GL, dipenderebbe per lo più dalla rapida elettrificazione e dalla sua intrinseca efficienza, riducendo la domanda di energia dell’umanità a partire dalla metà degli anni ’30 in poi.

L’impressionante transizione energetica che sta iniziando a svilupparsi dovrebbe attirare maggiormente l’attenzione dei vertici pubblici e privati – ha dichiarato Remi Eriksen, Presidente e CEO di DNV GL – Dato che gli investimenti e le politiche favoriscono sempre più il gas e le energie rinnovabili, la rapida elettrificazione del sistema energetico garantirà guadagni di efficienza a tassi superiori a quelli del PIL e della crescita della popolazione. Ciò si tradurrà in un mondo che, rispetto ad oggi, avrà bisogno di meno energia nel giro di mezza generazione. La transizione è sotto i nostri occhi. L’anno scorso sono stati aggiunti più Gigawatt di energia rinnovabile rispetto a quelli da combustibili fossili e questo si riflette su dove gli investitori stanno mettendo i propri soldi”.

Il mix energetico si sta rapidamente decarbonizzando: il carbone ha raggiunto il picco; il petrolio lo raggiungerà nel 2023; il gas naturale diventerà la singola fonte di energia più importante dal 2026 e soddisferà il 25% dei bisogni energetici mondiali entro il 2050; Il solare fotovoltaico (16% dell’offerta energetica mondiale) e l’eolico (12%) cresceranno fino a diventare gli attori più significativi tra le fonti rinnovabili e insieme arriveranno a soddisfare la maggior parte della nuova domanda di energia elettrica.

Nel complesso, il tasso di spesa energetica rallenterà a tal punto che entro la metà del secolo, in percentuale del PIL, il mondo spenderà il 44% in meno rispetto a oggi.

La minore richiesta di energia si rifletterà anche sugli investimenti, dove si prevede che la spesa complessiva scenderà al 3,1% del PIL globale rispetto al 5,5% attuale. Gli investimenti per le rinnovabili e per la rete sono destinati a triplicarsi entro il 2050 (rispettivamente 2.400 miliardi di dollari e 1.500 miliardi di dollari).

A spingere la quota di elettricità nella domanda globale di energia sarà anche un forte aumento nell’acquisto di auto elettriche in tutto il mondo. Entro il 2027 la metà delle nuove auto vendute in Europa sarà alimentata a batteria e 5 anni dopo avverrà per Cina, India e Nord America. Ciò contribuirà ad una riduzione complessiva della quota di energia globale del settore dei trasporti dal 27% al 20% entro il 2050.

Secondo DNV GL, questa transizione non avrà tuttavia la velocità necessaria per raggiungere l’obiettivo climatico previsto dall’Accordo di Parigi di rimanere ben al di sotto dei +2 °C di riscaldamento globale entro la fine del secolo.Per conseguire tale ambizioso risultato sarebbe necessaria una più forte combinazione di misure politiche straordinarie e di tecnologie innovative. In compenso l’economicità della transizione energetica renderà disponibili i capitali necessari a implementare misure straordinarie per ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 carboniche: non esiste infatti una singola “arma definitiva” e per combattere i cambiamenti climatici occorrerà far crescere insieme l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e la cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS).

Dobbiamo capitalizzare i costi della transizione energetica e adottare misure straordinarie per creare un futuro sostenibile – ha sottolineato Eriksen – Abbiamo una finestra di opportunità per rispettare l’Accordo di Parigi, aumentando l’efficienza energetica, l’energia rinnovabile e la cattura e lo stoccaggio del carbonio, ma dobbiamo agire ora“.

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