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Secondo un nuovo Studio UNECE/FAO l’energia del legno è in continua espansione, nonostante venga spesso trascurata nell’ambito delle energie rinnovabili e rappresenti in Europa il 45% della produzione energetica primaria, con notevoli vantaggi economici e ambientali, qualora correttamente ed efficacemente utilizzata.

Se proviamo ad immaginare come l’umanità possa “Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni”, come richiede l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 7 dell’Agenda ONU al 2030, la maggior parte degli individui tende a correlarlo all’energia rinnovabile con la diffusione dei pannelli fotovoltaici, delle turbine eoliche, degli impianti geotermici, delle pompe di calore, delle centrali mareomotrice o di qualsivoglia altra soluzione tecnica che viene a mente. Poche persone assocerebbero questo obiettivo all’utilizzo dei biocombustibili solidi o, più specificamente, dell’energia del legno.

Eppure, secondo i risultati dello Studio Wood Energy in the ECE Region. Data, trends and outlook in Europe, the Commonwealth of Independent States and North America”, compiuto congiuntamente dalla FAO – Sezione Foreste e Legno e dall’UNECE (Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite), l’energia del legno è il gigante di energia rinnovabile, e non sta dormendo!

Obiettivo dello Studio è di comunicare l’importanza dell’energia del legno nella regione e di contribuire a collegare il settore forestale con quello energetico, fornendo le migliori informazioni disponibili sul ruolo che l’energia del legno può svolgere in vari settori per sostenere le strategie ambientali, energetiche e socio-economiche verso una economia sostenibile. Si concentra sugli usi commerciali di energia del legno nell’UNECE, compresa l’energia generata per la cottura di cibo, il riscaldamento e la produzione di elettricità.

Lo Studio mette in luce la situazione attuale dell’energia del legno, i tipi di combustibili utilizzati, le principali fonti e gli utenti, gli strumenti di politica pubblica che supportano (e ostacolano) il suo uso e come approvvigionarsi in modo sostenibile del legno.Inoltre, fornisce una prospettiva su come le tendenze e gli sviluppi sociali, economici e politici attuali possono influenzare l’uso del legno per l’energia e la sua produzione sostenibile.

Trascurata o liquidata come non moderna, nonostante abbia alcuni evidenti vantaggi nel portafoglio delle fonti rinnovabili, l’energia del legno, secondo il report, è moderna e in rapida crescita.I pellets di legno, costituiti da particelle di legno compresse, stanno cambiando il modo in cui il legno viene utilizzato per il riscaldamento e la produzione di energia nella regione UNECE grazie alla loro efficiente combustione, alla praticità e al fatto che producono più energia rispetto alla tradizionale legna da ardere.

La produzione di pellets di legno e la loro distribuzione supporta l’occupazione nel settore forestale della regione UNECE, spesso nelle aree rurali dove sono più necessarie le opportunità di lavoro. Questo sviluppo ha fornito pure delle opzioni di mercato per quei sottoprodotti residui della lavorazione del legno, come segatura, legno post-consumo e proveniente dai siti di raccolta, che erano spesso considerati privi di valore e quindi lasciati nella foresta o bruciati nelle area di raccolta.

In molti Paesi in via di sviluppo, l’energia da legno fornisce la maggior parte dell’approvvigionamento energetico totale e, sorprendentemente, in diversi Paesi sviluppati fornisce quasi il 25% della fornitura totale di energia. In Europa l’energia del legno continua ad essere la principale fonte energetica rinnovabile, rappresentando circa il 45% dell’energia primaria da fonti rinnovabili.

Secondo la Campagna informativa sul ruolo delle biomasse per la decarbonizzazione del sistema energetico, lanciata dall’Associazione Europea della Biomassa (AEBIOM) le rinnovabili sarebbero in grado di alimentare l’Europa per 66 giorni consecutivi e le bioenergie garantirebbe il fabbisogno energetico per 41.

Le misure politiche per aumentare la quota di energie rinnovabili e ridurre le emissioni di carbonio hanno svolto un ruolo importante nel crescente uso del legno per la produzione di energia e, insieme al rapido aumento dei prezzi del petrolio all’inizio di questo millennio, hanno contribuito a far ripartire un maggior uso del legno per la produzione di energia, in particolare in Europa. Rispetto alle altre fonti, l’energia del legno presenta alcuni evidenti vantaggi, non avendo limiti di stoccaggio e è in grado di produrre energia anche quando non c’è il sole, il vento o quando il potenziale di generazione di energia idroelettrica è limitato.

Il report sottolinea pure che l’energia del legno può avere conseguenze negative se non usato correttamente:
può essere una fonte significativa di inquinamento indoor e outdoor se usata in modo inefficiente;
– la raccolta di biomassa legnosa può degradare le foreste se non si osservano pratiche sostenibili.
Ciononostante, l’energia del legno può essere molto pulita e sostenibile, qualora siano applicate le migliori pratiche in materia di approvvigionamento, trasformazione e combustione. Il miglioramento dell’efficienza delle stufe e della qualità del combustibile, conclude il report, potrebbe ridurre le emissioni di particelle fini (PM) di oltre il 95% rispetto ai tradizionali caminetti aperti.

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