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Con una nota del 28 maggio il Ministero dello Sviluppo Economico fa il punto sull’attività di Governo in merito alle azioni intraprese e ai risultati conseguiti in tema di efficienza energetica, confermando che l’Italia è in linea con gli obiettivi fissati a livello UE.

Gli obiettivi di efficienza energetica dell’Italia al 2020 sono definiti nel PAEE  (Piano nazionale per l’efficienza energetica) del 2017, nel quale si prevede di conseguire al 2020 un consumo annuo in termini di energia primaria pari a 158 Mtep e in energia finale pari a 124 Mtep.

A questo target si affianca una riduzione dei consumi di energia finale obbligatoria, da conseguire per mezzo di politiche attive (strumenti di promozione), prevista dalla Direttiva EED (2012/27/UE, articolo 7) sugli obblighi di efficienza energetica.

L’Italia si è infatti impegnata a conseguire un volume di risparmi cumulati pari a 25,5 Mtep di energia finale nel periodo 2014-2020, e a riqualificare gli edifici della pubblica amministrazione centrale ad un tasso del 3% annuo della superficie occupata, coerentemente con le previsioni della Direttiva EED (articolo 5).

Il livello di conseguimento dei target al 31 dicembre 2017 è riportato nella relazione annuale che il Ministero ha inviato lo scorso 30 aprile alla Commissione UE, da cui emerge che “la domanda di energia primaria nel 2016 si è ridotta dello 0,8% rispetto al 2015 con un consumo pari a 148,4 Mtep, confermando l’andamento decrescente degli ultimi anni con l’eccezione dell’anno 2015. I consumi finali di energia (esclusi gli usi non energetici) nel 2016 sono stati pari a 115,9 Mtep, in lieve diminuzione (-0,3%) rispetto al 2015, principalmente dovuta ai cali nel settore trasporti, -1,1%, e nel settore residenziale, -1,0%”. Con l’attuale trend è possibile stimare un consumo di energia finale al 2020 al di sotto del target fissato a 124 Mtep (-1,2%).

In merito al target di risparmio obbligatorio (articolo 7 della EED), nel periodo 2014-2017 le misure di policy già notificate alla Commissione UE hanno prodotto risparmi di energia finale cumulati per circa 7,5 Mtep, pari a circa il 30% del target al 2020.

L’attività di monitoraggio in corso con ENEA, sottolinea il MiSE, sta rilevando anche i risparmi di energia derivanti dalle altre iniziative messe in campo a livello regionale e locale. Considerato che si tratta di risparmio cumulato, si stima necessario mantenere almeno l’attuale trend di risparmi per raggiungere l’obiettivo dei 25,5 Mtep al 2020.

Per quanto riguarda gli edifici della pubblica amministrazione centrale, la relazione riporta la percentuale annua della superficie oggetto di interventi riqualificazione energetica, positivamente al di sopra dell’obbligo del 3%.

Nel quadriennio 2014-2017 risultano realizzati, in fase di realizzazione o programmati interventi su oltre 190 immobili, per una superficie utile complessiva di oltre 1.870.000 m2, grazie al Programma di riqualificazione energetica delle pubbliche amministrazioni centrali (c.d. “PREPAC”), “permettendo all’Italia di esprimere il “ruolo esemplare” che la Direttiva sull’efficienza energetica riserva alla pubblica amministrazione.

 

 

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