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Il 3° Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente dedicato all’economia circolare sostiene che l’implementazione integrata delle misure ed azioni di economia circolare e di bioeconomia, migliorerebbe l’efficienza delle risorse e ridurrebbe le pressioni ambientali.

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato il 27 agosto 2018 il Rapporto The Circular Economy and the Bioeconomy. Partners in Sustainability” (L’economia circolare e la bioeconomia. Partner nella sostenibilità” in cui si sottolinea che i due programmi politici dell’UE per l’economia circolare (Circular Economy Action Plan – 2015) e per la bioeconomia (Bioeconomy Strategy – 2012) hanno obiettivi e aree di intervento simili, tra cui quelli per rifiuti alimentari, biomasse e prodotti a base biologica, che trarrebbero vantaggi se avessero legami più stretti, in particolare nella progettazione di prodotti e infrastrutture e nella collaborazione lungo tutta la catena del valore.

Si tratta della 3a relazione sull’economia circolare a sostegno della definizione, attuazione e valutazione della politica europea di economia circolare da una prospettiva ambientale. I due precedenti Rapporti hanno applicato un approccio sistemico alla definizione di un’economia circolare e ai relativi prodotti.

Nel primo, “Circular economy in Europe. Developing the knowledge base”, pubblicato nel gennaio 2016, oltre a richiamare l’attenzione sui considerevoli benefici economici ed ambientali derivanti dall’adozione in Europa di un’economia circolare, con la riduzione della forte dipendenza del continente dalle importazioni di materie prime, erano state evidenziate le aree in cui è necessario porre maggior attenzione da parte del mondo della ricerca e della politica, onde trasformare il concetto di economia circolare in situazioni concrete.
Il secondo, “Circular by design. Products in the circular economy”, pubblicato nel giugno 2017, affronta specificamente cosa guida la progettazione industriale e come i trend emergenti di produzione e consumo possano favorire o ostacolare un uso dei materiali più circolare e più efficienti, sottolineando la necessità di una migliore conoscenza delle relazioni tra i prodotti, il loro modello imprenditoriale sotteso e il comportamento dei consumatori.

Secondo questo 3° Rapporto, la crescente domanda di cibo, mangimi, biomateriali e risorse bioenergetiche potrebbe provocare uno sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Estendendo la durata di vita dei prodotti e dei materiali riciclati, un approccio circolare basato sulla bioeconomia può aiutare a mantenere il valore dei materiali e la funzionalità per un tempo più lungo, oltre che a evitare sprechi di biorifiuti non riciclati.

Le promettenti innovazioni e le strategie per l’uso circolare delle biomasse comprendono i biocarburanti , la stampa 3D con bioplastiche, le colture polivalenti, l’uso migliore degli scarti e dei rifiuti alimentari e il trattamento dei rifiuti biodegradabili.

Il Rapporto afferma, inoltre, che i consumatori possono contribuire alla sostenibilità della bioeconomia, ad esempio mangiando meno proteine ​​di origine animale, prevenendo gli sprechi alimentari e separando i rifiuti organici dagli altri flussi di rifiuti.

La relazione sostiene che gli approcci biobased dovrebbero essere adattati all’uso specifico al fine di massimizzare i benefici dei prodotti biobased e biodegradabili. L’innovazione tecnologica, che copre la progettazione di prodotti e infrastrutture, dovrebbe essere incorporata nella più ampia innovazione di sistema che affronti anche il comportamento dei consumatori, l’uso dei prodotti e la gestione dei rifiuti.

Percorsi e buone pratiche per promuovere una bioeconomia circolare

La bioeconomia include la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione in cibo, mangimi, prodotti a base biologica e bioenergia, e comprende i settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, dell’alimentazione e della pasta di legno e carta, nonché parti dell’industria chimica, biotecnologica ed energetica.

Ricordiamo che è aperta fino al 1° ottobre 2018 la Consultazione pubblica su “Economia circolare ed uso efficiente delle risorse. Indicatori per la misurazione dell’economia circolare”, avviata dalla Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del Ministero dell’Ambiente.

 

 

 

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