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Nel corso del Consiglio europeo che ha preso in esame 4 delle 8 proposte legislative del Pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei”, è stato raggiunto un accordo preliminare con il Parlamento europeo sulla Direttiva EPBD che dovrà rinnovare entro il 2050 il patrimonio edilizio in modo che possa produrre l’energia di cui ha bisogno.

Previsti requisiti minimi per le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici.

Il Consiglio europeo, l’organismo che rappresenta i Governi dei Paesi membri dell’UE, nella riunione “Trasporti, telecomunicazioni ed energia” del 18-19 dicembre 2017, oltre alla Direttiva sulle energie rinnovabili su cui c’è stata una frenata rispetto alla volontà del Parlamento europeo e della stessa Commissione UE di innalzare la proposta originaria del 27% di uso delle rinnovabili nei consumi finali di energia al 2030, ha esaminato anche un’altra delle proposte legislative essenziali del Pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei”, adottato dalla Commissione UE nel novembre 2016, al fine di definire le posizioni negoziali con il Parlamento europeo: la Direttiva per l’efficienza energetica negli edifici (EPDB).

Anche in questo caso è stato raggiunto un accordo dopo lunghe e non facili trattative, con dei compromessi finali che non soddisfano pienamente esecutivo e parlamentari, ma permette finalmente di poter avviare il percorso per il miglioramento del patrimonio edilizio europeo, rendendo più celere l’attività del trilogo (Commissione UE, Consiglio europeo e Parlamento europeo).
Come primo accordo questa proposta del Pacchetto ‘Energia pulita per tutti gli europei’, questo è un passo nella giusta direzione – ha affermato il Commissario UE per l’Azione per il Clima e l’Energia, Miguel Arias Cañete – ma avrei preferito vedere un impegno più ambizioso per i punti di ricarica per veicoli elettrici negli edifici non residenziali, sarebbe stato più coerente con i nostri impegni previsti dall’Accordo di Parigi e dalla Strategia europea per la mobilità pulita, anche se questa Direttiva sui nuovi edifici contribuirà a creare posti di lavoro locali, a far risparmiare denaro ai consumatori e a migliorare la qualità della vita dei cittadini europei. Invito ora il Parlamento europeo e il Consiglio a mostrare ambizione e a completare il resto delle proposte del Pacchetto”.

Il settore dell’edilizia nell’UE è il più grande consumatore di energia, assorbendo il 40% dell’energia finale e circa il 75% degli edifici è inefficiente dal punto di vista energetico. Al contempo, solo tra lo 0,4% e il’1,2% dello stock, a seconda dello Stato membro, viene rinnovato ogni anno. Ciò apre ad un’enorme potenzialità per l’aumento dell’efficienza energetica in Europa e anche per le opportunità economiche: il settore delle costruzioni genera circa il 9% del PIL europeo e rappresenta 18 milioni di posti di lavoro diretti. I lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetiche raggiungono quasi il doppio del valore della costruzione di nuovi edifici e le PMI contribuiscono con oltre il 70% al valore aggiunto nel settore delle costruzioni dell’UE.
L’obiettivo finale della Direttiva è di dotare tutto il parco immobiliare europeo dell’etichetta NZEB (Near Zero Energy Building – edifici a energia quasi zero), entro il 2050., attraverso piani nazionali che dovranno includere obiettivi per il 2030 e il 2040 e definire degli “indicatori di progresso misurabili” come i tassi di rinnovamento o un limite massimo di consumo energetico per metro quadrato, con misure effettive interamente a carico dei Governi nazionali.
Aumentare l’efficienza energetica è basilare: si tratta di uno dei modi più economici ed efficaci per ridurre il nostro consumo di energia e contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici – ha dichiarato Kadri Simson, Ministro dell’economia e delle infrastrutture dell’Estonia che la Presidenza di turno del Consiglio europeo – Considerata la quantità di energia consumata nell’edilizia, è fondamentale ottenere risultati in questo settore. Senza dimenticare il vantaggio supplementare di ridurre le bollette per i cittadini. Credo che l’accordo raggiunto consentirà di realizzare i necessari risparmi in modo realistico e mi auguro che gli Stati membri lo potranno approvare l’anno prossimo”.

Una delle novità della Direttiva riveduta rispetto all’attuale quadro normativo è la promozione dell’elettromobilità, attraverso requisiti minimi per gli edifici con più di dieci posti auto per l’installazione di punti di ricarica per i veicoli elettrici. Nei nuovi edifici non residenziali e negli edifici non residenziali sottoposti a importanti lavori di ristrutturazione è prevista l’installazione di almeno un punto di ricarica e di infrastrutture di pre-cablaggio per l’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici in almeno un posto auto su cinque. Gli eurodeputati preferivano invece un obbligo riguardante solo la cablatura e non le colonnine vere e proprie.  Ora l’intesa rappresenta una via di mezzo. Saranno gli Stati membri a stabilire i requisiti per l’installazione di un numero minimo di punti di ricarica in tutti gli edifici non residenziali entro il 2025.

Per incoraggiare l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) e delle tecnologie smart, in grado di garantire che gli edifici funzionino in modo efficiente, la Commissione svilupperà un “indicatore di intelligenza” (Smart Readiness Indicator), a carattere volontario, per valutare la capacità degli edifici di utilizzare nuove tecnologie e sistemi elettronici per ottimizzarne il funzionamento e interagire con la rete.

La Direttiva riveduta farà chiarezza anche in merito alla creazione delle banche dati sul rendimento energetico, a cui gli Stati membri potranno far ricorso su base volontaria. La raccolta dei dati sarà limitata agli edifici pubblici per i quali è stato rilasciato un attestato di prestazione energetica, e la protezione dei dati sarà garantita rendendo disponibili i dati in forma anonima.

Le ispezioni degli impianti di riscaldamento e di condizionamento d’aria sono semplificate, riconoscendo la competenza degli Stati membri per definire le opportune misure e la frequenza delle ispezioni, con una soglia uniforme per tutte le ispezioni di 70 kW. Inoltre, sarà effettuato uno studio di fattibilità in merito all’eventuale introduzione di ispezioni per i sistemi di ventilazione autonomi. La Direttiva prevede che potranno essere predisposte alternative efficaci, come le consulenze, al fine di semplificare il processo di miglioramento dell’efficienza energetica e razionalizzare i costi delle ispezioni. Gli edifici dovranno essere dotati di sistemi di automazione e controllo entro il 2025 solo se ritenuto tecnicamente ed economicamente praticabile.

Una volta adottata formalmente, la Direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE e gli Stati membri avranno 20 mesi per recepirla

 

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