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Il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, ha evidenziato che nel 2017 circa 653mila imprese con dipendenti (49,9%) hanno ricercato competenze verdi nei profili professionali del personale da assumere, sollecitando conseguentemente il sistema scolastico ed universitario ad aggiornare i programmi di formazione dei diversi indirizzi di studio.

Con un Comunicato del 31 agosto 2018 Unioncamere (l’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ) ha sottolineato che un’impresa su due (il 49,9%) fra quelle con dipendenti richiede in modo preponderante al personale che intende assumere il possesso di competenze green.

Secondo il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal (Agenzia nazionale politiche attive e lavoro), che fornisce dati di previsione sull’andamento del mercato del lavoro e sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese e sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese, nel 2017 circa 653.000 imprese hanno
ricercato profili professionali con attitudine al risparmio energetico o alla sostenibilità ambientale. E questo sia in presenza che in assenza di investimenti già effettuati o programmati in tecnologie “verdi”.

Ben il 76,8% dei contratti programmati (a tempo indeterminato o a tempo determinato, ma in ogni caso della durata superiore ad un mese) era destinato a persone che potevano vantare profili professionali con competenze verdi (green skill).

La propensione ad investire nelle competenze ambientali del capitale umano riguarda in maniera simile sia i comparti dell’industria che quelli dei servizi: particolarmente elevata nei settori del turismo, nella chimica e farmaceutica, nei trasporti e logistica, nella sanità, nelle costruzioni e nell’istruzione.

Le competenze verdi, in particolare, vengono richieste con diverse gradazioni (con importanza da 1=bassa a 4=alta) per l’82,5% dei contratti per Professioni tecniche e per il 79,9% per Operai specializzati.

Tra le professioni per le quali la richiesta di competenza verde di grado elevato (medio-alta) raggiunge percentuali importanti si incontrano gli installatori di linee elettriche, riparatori e cavisti (competenza elevata richiesta per l’84,3% delle assunzioni), tecnici della produzione e preparazione alimentare (competenze green elevate richieste per il 71,4% dei contratti di assunzioni), tecnici meccanici (competenze elevate richieste per il 70,3%), manovali nel settore delle costruzioni e della manutenzione opere pubbliche (64,9%), gli idraulici e i posatori di tubazioni idrauliche e di gas 64%).

L’investimento delle imprese nelle competenze verdi del personale, che è possibile documentare da quest’anno attraverso il Sistema informativo Excelsior, va ad affiancarsi, completando il quadro, all’analisi della quota di imprese che dichiara di aver già investito o di volere sostenere nel corso del 2017 investimenti in prodotti e tecnologie green in grado di assicurare un maggior risparmio energetico e/o una maggiore sostenibilità ambientale (15,9%) e fornisce nuovi spunti per cogliere la trasformazione in atto del sistema economico in chiave di sostenibilità ambientale. Una trasformazione che passa sempre di più attraverso una richiesta pervasiva di competenze “verdi” che interessa tendenzialmente anche professioni che in passato non avevano questo tipo di caratterizzazione.

Di queste tendenze – sottolinea Unioncamere – dovrà tener conto anche il sistema scolastico ed universitario, aggiornando di conseguenza i programmi di formazione dei diversi indirizzi di studio, considerando che tali attitudini sono richieste a 80 laureati su 100 e a circa 3 su 4 diplomati o possessori di qualifica professionale”.

Peraltro, questa tendenza alla ricerca di competenze verdi erano state già messe in risalto dai Rapporti “Green Italy” di Fondazione Symbola e Unioncamere che hanno annualmente testimoniato come siano state sempre più numerose in Italia le imprese che, traendo spunto dal fecondo connubio “Green-R&S”, siano riuscite ad essere più competitive, ad esportare di più, ad aumentare il fatturato e a creare, al contempo, più posti di lavoro. Nell’ultimo Rapporto si stimava, infatti, che i green jobs avrebbero rappresentato il 60% delle assunzioni previste per il 2017.

Più in generale, l’ultimo Rapporto sulle “Prospettive occupazionali e sociali nel mondo” (WESO 2018), pubblicato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la giustizia sociale e i diritti umani, con particolare riferimento a quelli riguardanti il lavoro in tutti i suoi aspetti, dimostrando che la necessaria transizione verso economie più verdi e sostenibili sarà in grado di garantire maggiori posti di lavoro, sollecita comunque i Paesi ad intraprendere azioni urgenti per formare i lavoratori nelle competenze verdi necessarie.

 

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