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Alla Fiera di Pordenone nel corso di AquaFarm (15-16 febbraio 2018) verrà presentato il progetto, in parte già operativo, della riutilizzazione dell’Abattoir (mattatoio) di Bruxelles, per riutilizzare gli spazi urbani dismessi per produrre e distribuire/vendere cibo totalmente integrato.

In Europa la realizzazione di vertical farm, vere e proprie fattorie in cui la coltivazione fuori suolo si sviluppa in senso verticale, è partita in ritardo rispetto agli Stati Uniti e all’Estremo Oriente, anche se alcuni di questi progetti sono estremamente avanzati dal punto di vista di impostazione e di tecnologia.

La prima fattoria verticale italiana funzionante venne presentata per la prima volta ad un vasto pubblico dall’ENEA in occasione di EXPO 2015 . Si tratta di una delle possibili soluzioni non distruttive per l’ambiente di fronte alla crescita demografica globale e al parallelo aumento del tenore di vita in vista della produzione su scale dimensionali che vanno dalla cucina di casa a gigantesche costruzioni, appositamente realizzate o recuperate da altri utilizzi.

Non richiedendo, infatti, superfici vaste per ottenere grandi quantità di prodotto ed essendo autonome dall’ambiente esterno, le vertical farm si prestano ad integrarsi negli ambienti urbani sia in modo non evidente che come landmark spettacolari (e utili): dai boschi verticali estetizzanti ai campi di ortaggi e insalata. Si ottiene così la produzione di cibi sani, con bassissime o nulle richieste logistiche, essendo i vegetali consumati a pochi metri da dove sono prodotti.

In anteprima per l’Italia e per la seconda volta in Europa, ad AquaFarm (Fiera di Pordenone, 15-16 febbraio 2018) viene presentato il progetto, già in parte operativo, dell’Abattoir, realizzato riutilizzando parte degli spazi dell’ex-macello di Bruxelles.

Il piano di recupero prevede l’inserimento di unità produttive di agricoltura urbana. Dall’anno scorso è attivo sul tetto di uno degli edifici del complesso (il mercato coperto Foodmet), una fattoria acquaponica di 1800 m2, la più grande di questo tipo realizzata in Europa, in grado di produrre contemporaneamente pesce e verdure.

La fattoria utilizza il calore di recupero degli impianti di condizionamento del mercato per mantenere in temperatura l’acqua in ogni stagione. Inoltre, l’acqua piovana viene raccolta e utilizzata nella fattoria, avvicinandosi all’ideale di una produzione circolare del cibo.

L’impianto è solo il primo passo negli sviluppi di agricoltura urbana nel complesso dell’Abattoir, che a completamento costituirà un centro di produzione e distribuzione/vendita di cibo totalmente integrato. La municipalità  di Bruxelles ha in programma di realizzare un totale di 5 complessi dello stesso tipo, uno per ognuno degli spicchi del pentagono su cui si estende la città.

Per i visitatori di AquaFarm si tratta quindi di un’occasione unica per conoscere una vertical farm che può costituire un modello per le iniziative italiane che si basano sul recupero e il riuso di edifici dismessi.

La presentazione del progetto è in programma, infatti, nella sessione Città is the new campagna: il nuovo circolo virtuoso, di venerdì 16 febbraio dalle 15.30 alle 17.30.

Nella stessa sessione verrà illustrato il progetto italiano di agricoltura in ambito urbano più avanzato oggi operativo, la fattoria idroponica HORTUS realizzata all’interno della F.I.CO di Bologna. A presentarla sarà Saverio Panata, Senior Architect della Carlo Ratti Associati.

Nella sessione, moderata da Thomas Zöllner, Vice Presidente della Association for Vertical Farming, interverranno anche:
Luisa Bonassi, Coordinatrice Eurovix nel progetto INAPRO,  che da quattro anni è attivo nella ricerca sull’acquaponica;
Vasileios Vallas  CEO e Co-funder di PlantHive, che realizza unità produttive modulari per agricoltura domestica;
Simone Venturini, titolare e responsabile Ricerca e Sviluppo di Nutritech, che parlerà di acquaponica  opensource e la collaborazione  pubblico-privato;
Daniele Brigolin, ricercatore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, spiegherà come  promuovere lo sviluppo di un agroalimentare verde mediante l’introduzione dell’acquaponica;
Gaetano Benanti di Confcooperative, sull’acquaponica per il recupero delle periferie e la rigenerazione urbana, con il caso di Palermo;
– del ruolo fondamentale della community cui si rivolgono per lo sviluppo dei progetti di urban agricolture e vertical farm, parlerà invece Zjef Van Acker , Presidente della cooperativa belga GroeiNEST;

– chiuderà la sessione Cristian Chiavetta,  Dottore in Geoingegneria e Georisorse all’ENEA, che inserirà l’agricoltura urbana e le vertical farm nel più ampio quadro della simbiosi industriale come applicazione dell’economia circolare in agricoltura.

Maggiori dettagli su AquaFarm e il programma delle Conferenze, Convegni e Workshop, curato dallo Studio Comelli, struttura di professionisti specializzati nella comunicazione della sostenibilità su www.aquafarm.show

 

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