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La AEA (Agenzia Europea dell’Ambiente) nel suo ultimo Rapporto sulla “Qualità dell’aria in Europa”, conferma che, nonostante i miglioramenti delle politiche e gli sviluppi tecnologici, le concentrazioni degli inquinanti atmosferici correlate ai trasporti continuano a provocare oltre mezzo milione di morti premature, con Italia e Germania a guidare la triste classifica.

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato oggi (29 ottobre 2018) il Rapporto “Air Quality in Europe -2018”, che costituisce un’analisi aggiornata della qualità dell’aria e dei suoi effetti, sulla base dei dati ufficiali provenienti da più di 2.500 stazioni di monitoraggio in tutta Europa nel corso del 2016.

Una valutazione inclusa nel Rapporto che prende in esame i dati dal 1990, indica che la qualità dell’aria in Europa sta lentamente migliorando, grazie alle politiche passate e attuali e agli sviluppi tecnologici, ma le alte concentrazioni di inquinamento atmosferico, in particolare quelle dovute ai trasporti su strada, quali particolato (PM), biossido di azoto (NO2) e ozono (O3), continuano a provocare i danni maggiori.

L’inquinamento atmosferico è un killer invisibile e dobbiamo intensificare i nostri sforzi per affrontarne le cause – ha dichiarato Hans Bruyninckx, Direttore esecutivo AEA – In termini di inquinamento atmosferico, le emissioni dei trasporti stradali sono spesso più dannose di quelle provenienti da altre fonti, poiché queste si verificano a livello del suolo e tendono a verificarsi nelle città, vicino alle persone. Ecco perché è così importante che l’Europa raddoppi i suoi sforzi per ridurre le emissioni causate dai trasporti, dall’energia e dall’agricoltura, e faccia investimenti per renderle più pulite e più sostenibili. Affrontare queste problematiche in in modo integrato può offrire benefici evidenti sia per la qualità dell’aria che per il clima e contribuirà a migliorare la nostra salute e il nostro benessere“.

La scarsa qualità dell’aria ha anche notevoli impatti economici, facendo aumentare le spese mediche e ridurre a produttività attraverso giornate lavorative perse a causa di problemi di salute. Inoltre, l’inquinamento atmosferico ha anche un impatto negativo sugli ecosistemi, danneggiando suoli, foreste, laghi e fiumi, e riducendo i raccolti agricoli.

Oltre a porre attenzione sul ruolo dei trasporti, AEA sottolinea che anche l’agricoltura, la produzione di energia, il settore industriale e quello residenziale contribuiscono in modo determinante sulla qualità dell’aria in Europa.

Popolazione urbana dell’UE esposta a livelli nocivi di concentrazioni di inquinanti atmosferici nel periodo 2013-2016 (Fonte: AEA)

Di seguito si riportano i risultati principali del Report.
Particolato: il 6% della popolazione urbana dell’UE-28 è stato esposto nel 2016 a livelli di PM2.5 superiori al valore limite annuale dell’UE (in calo dell’1% rispetto al 2015) e circa il 74% è stato esposto a livelli superiori dei limiti previsti dalle Linee Guida più stringenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Sono state circa 422.000 le morti premature (si considerano tali quelle che si verificano prima che una persona raggiunga l’età prevista dall’aspettativa di vita standard per un Paese e per il sesso) di cui circa 391.000 nell’UE-28, con la Germania a guidare la triste classifica (62.300), seguita a ruota dall’Italia (60.600).

– Biossido di azoto: Diossido di azoto: il 7% della popolazione urbana dell’UE-28 è stato esposto a livelli di NO2 superiori al valore limite annuale dell’UE e alle Linee Guida dell’OMS nel 2016. L’esposizione a NO2 ha causato la morte prematura di circa 79.000 persone in 41 Paesi europei nel 2015. Il primato in questo caso è dell’Italia con 20.500, a seguire la Germania con oltre13.000.

Ozono a livello del suolo: il 12% della popolazione urbana dell’UE-28 è stato esposto a livelli di O3 superiori al valore obiettivo dell’UE nel 2016, mentre secondo le Linee Guida dell’OMS sarebbe circa il 98%. L’esposizione a O3 ha causato la morte prematura di 17.700 persone in 41 Paesi europei nel 2015. Anche in questo caso a detenere il non invidiabile primato è l’Italia con 3.200, seguita dalla Germania (3.000).

Apprezzo molto questo Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente – ha aggiunto Karmenu Vella, Commissario UE per l’Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca – Esso ci mostra che le politiche sulla qualità dell’aria funzionano, ma ci ricorda che dobbiamo farle funzionare ancora meglio per raggiungere l’obiettivo di un’aria pulita tutta Europa, per tutti i cittadini. La Commissione europea ha agito risolutamente sull’inquinamento atmosferico e continuerà a collaborare con gli Stati membri per garantire che le norme sulla qualità dell’aria siano pienamente e concretamente applicate”.

C’è da osservare, tuttavia, che la recente Relazione speciale della Corte dei Conti europea (ECA) che ha sottoposto ad audit l’impianto della Direttiva sulla qualità dell’aria ambiente ha concluso che le azioni dell’UE volte a proteggere la salute umana dall’inquinamento atmosferico non hanno prodotto l’impatto atteso.

Assieme al Rapporto sulla Qualità dell’aria, AEA ha pubblicato il briefingAssessing the risks to health from air pollution” (Valutare i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento atmosferico), che spiega come l’Agenzia calcoli le stime annuali degli impatti sulla salute umana causati dall’inquinamento atmosferico.

 

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