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Nel corso di un evento collaterale al Summit sul Clima di Parigi (12 dicembre 2017), volto a fare il punto sui progressi compiuti dopo la COP21 che aveva visto importanti impegni assunti da banche e investitori in materia di efficienza energetica, e ad esaminare i prossimi passi per accelerare gli investimenti nell’efficienza energetica negli edifici, è stato presentato un Rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia per la Global Alliance for Buildings and Construction (GABC).

L’efficienza energetica è uno dei modi più convenienti per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima e quelli del Pacchetto “Clima ed Energia” dell’Unione europea. Mentre le economie più sviluppate devono accelerare la decarbonizzazione del proprio patrimonio edilizio esistente, quelle dei Paesi  emergenti devono viceversa indirizzarsi verso la costruzione di edifici a emissioni zero, efficienti e resilienti.
Da qui la necessità che per poter trovare risorse per gli investimenti necessari nell’efficienza energetica degli edifici deve essere mobilitata la finanza privata che, a sua volta, richiede quadri strategici adeguati.

A Parigi, quale evento collaterale al Sommet Climat, il vertice organizzato dall’Ufficio di Presidenza della Repubblica francese a Parigi il 12 dicembre, si è svolto alla Defense la Conferenza “Efficienza energetica negli edifici: come accelerare gli investimenti”, con l’obiettivo di fare il punto sui progressi compiuti, 2 anni dopo la COP21 che aveva visto importanti impegni assunti da banche e investitori in materia di efficienza energetica, e di esaminare i prossimi passi per accelerare gli investimenti nell’efficienza energetica negli edifici.

Nel corso dell’evento è stato presentato il “Global Status Report 2017 – Towards a zero-emission, efficient, and resilient buildings and construction sector”, realizzato con il coordinamento dell’UNEP (Programma Ambiente delle Nazioni Unite) dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) per la Global Alliance for Buildings and Construction (GABC),  l’iniziativa lanciata al COP21 che riunisce 24 Paesi e 72 organizzazioni non statali di tutto il mondo con lo scopo di mobilitare tutte le parti interessate a concentrarsi sulla realizzazione di edifici a basso tenore di carbonio e sostenibili dal punto di vista energetico.
La crescita mondiale del settore delle costruzioni è senza precedenti e continuerà su questo slancio – ha sottolineato il Direttore esecutivo dell’IEA Fatih BirolNel corso dei prossimi 40 anni, 230 miliardi di metri quadri si aggiungeranno alle superfici attualmente costruite, Questo equivale a costruire la città di Parigi ogni settimana fino al 2060. Questa dinamica non sarà senza conseguenze. Anche se l’intensità energetica del settore delle costruzioni è migliorata in questi ultimi anni, questo non è sufficiente per compensare la crescita dei bisogni energetici. Le emissioni di CO2 del settore delle costruzioni sono aumentate di circa l’1% all’anno dal 2010 e più di 4 milioni di decessi ogni anno sono legati all’inquinamento dell’aria nelle case. Per fortuna esistono numerose opportunità per sviluppare l’efficienza energetica e soluzioni low-carbon per gli edifici e le costruzioni. Queste soluzioni necessitano di maggiori sforzi nell’implementazione di politiche energetiche e di incentivi per cambiare la rapidità e la scala della trasformazione”.

Le emissioni dirette e indirette indotte dal settore degli edifici e delle costruzioni (consumo di energia per il riscaldamento e la climatizzazione, acqua calda e illuminazione; gas fluorurati, energia e gas serra “bloccati” nei materiali da costruzione) rappresentano oggi circa il 20% delle emissioni di gas serra mondiali. Inoltre, c’è da tener presente il consumo di suolo per la costruzione di nuovi edifici, che, secondo la GABC, entro il 2050 raddoppierebbe.

Nell’ultimo decennio si sono verificati importanti cambiamenti nel settore energetico, dall’emergere del solare fotovoltaico o dello shale oil e gas, ai veicoli elettrici e all’illuminazione ad alta efficienza, ma il settore dell’edilizia che rappresenta circa il 30% dell’uso finale di energia a livello mondiale e che ha un’enorme potenzialità di risparmio energetico, ma visto ben poche trasformazioni – ha affermato John Dulac, analista energetico dell’IEA e co-autore dello Studio – Se si facesse uno sforzo maggiormente concertato per indirizzare maggiori investimenti nell’efficienza energetica, quel potenziale non sfruttato si tradurrebbe in enormi risparmi energetici. Ad esempio, la costruzione di edifici ad alte prestazioni e la massiccia ristrutturazione energetica degli edifici esistenti potrebbe far risparmiare cumulativamente fino al 2060 circa 330 EJ [ndr: corrispondenti a 9,7 TW]: più di tutta l’energia finale consumata dai Paesi del G20 nel 2015. Passare a tecnologie di riscaldamento e raffreddamento ad alte prestazioni potrebbe far risparmiare ulteriori 660 EJ, l’equivalente di tutta l’energia finale consumata dalla Cina nell’ultimo decennio”.

Eppure, non ci sono politiche per indirizzare gli  investimenti sull’efficienza energetica. A livello mondiale, quasi  il 70% dell’utilizzo finale di energia negli edifici non è coperto da codici obbligatori e standard  e attualmente due terzi dei Paesi non dispongono ancora di codici energetici completi per la costruzione di edifici nuovi. Questo, all’interno del contesto, significa che nei prossimi 40 anni si prevede di costruire oltre 100 miliardi di metri quadrati in Paesi che attualmente non hanno codici energetici obbligatori.

Un’altra importante barriera è il finanziamento. La spesa totale per l’efficienza energetica nel settore edilizio rappresenta meno del 9% degli oltre 4.600 miliardi di dollari per le costruzioni e le ristrutturazioni nel 2016. In molti mercati – sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo – gli investimenti nell’efficienza energetica negli edifici sono spesso ancora considerati un rischio, nonostante tutte le prove che dimostrano che sono un investimento solido che può ripagarsi da sé.
La sfida decisiva è quella di garantire lo slancio attorno alla trasformazione di edifici e costruzioni e di accelerarne i progressi – ha concluso Dulac – Ci sono molti esempi nel settore energetico che mostrano come un ambiente favorevole con i giusti segnali di prezzo possa produrre grandi cambiamenti, dal boom dello shale gas negli Stati Uniti alla rivoluzione del solare fotovoltaico in tutto il mondo. La realizzazione di questo enorme potenziale richiede strumenti politici, tecnologici e di finanziamento per rafforzare la cooperazione internazionale, una maggiore informazione e consapevolezza e una migliore formazione e sviluppo di capacità lungo la catena del valore degli edifici. Il Global Status Report fornisce informazioni su come questo si stia già verificando nei Paesi di tutto il mondo e cosa altro è necessario per realizzare un cambiamento positivo verso edifici e costruzioni sostenibili, che potrebbe benissimo essere la prossima grande rivoluzione nel settore energetico”.

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