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Dopo i dati registrati di dicembre, NASA-GISS e NOAA hanno certificato quanto era stato previsto negli ultimi mesi: il 2017 non è stato l’anno più caldo di sempre, ma ci è andato molto vicino, rafforzando la tendenza a lungo termine del riscaldamento globale.

Mancava solo il tassello del mese di dicembre per poter certificare quanto le previsioni preannunciavano sulla base dei dati registrati nei precedenti 11 mesi ovvero che il 2017 difficilmente avrebbe potuto battere il primato stabilito lo scorso anno dal 2016.

Eravamo soliti commentare questo articolo che predisponiamo ogni anno in gennaio, titolando che quello appena trascorso fosse risultato “il più caldo di sempre” (vedi qui, qui e qui), viceversa quest’anno abbiamo dovuto cambiare il titolo perché il 2017 è risultato il per il Goddard Institute for Space Studies della NASA (GISS)  o il in base ai calcoli della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

Tuttavia, la NOAA sottolinea come il 2017 a differenze degli anni precedenti “la temperatura media della Terra nel 2017 non è stata influenzata dall’effetto di riscaldamento di un El Niño” ovvero del fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale (America Latina) che è rimasto sostalziamente neutrale o debolmente positivo nel 1° semestre e nettamente negativo (fase La Niña) nel 2° semestre.

In breve:
– per NASA-GISS le temperature medie globali sono state di 0,90 °C più calde rispetto alla media del periodo di riferimento (1951- 1980), per cui il 2017 rimane dietro solo al 2016;
– per la NOAA, la temperatura media è risultata di +0,84 °C sopra la media del XX secolo, classificando così il 2017 come il 3° anno più caldo.

La differenza di classifica è dovuta a metodi leggermente diversi utilizzati dalle due Agenzie le cui analisi, comunque, concordano sul fatto che il 2017 è stato tra gli anni più caldi mai registrati.

 

Mappa delle anomalie termiche dovute al riscaldamento

 

Tra gli aspetti meteo-climatici più rilevanti del 2017 si segnala che:
– il mese di dicembre, nonostante l’influenza al raffreddamento di una debole La Niña nell’ultima parte dell’anno, è stato il 4° dicembre più caldo mai registrato per il globo, con una temperatura media di +0,80 °C rispetto alla media del XX secolo;

– la temperatura media globale della superficie del mare è stata la 3a più alta mai registrata, 0,67 °C sopra la media;

– la temperatura media globale della superficie terrestre è stata la terza più alta mai registrata, a 1,3 °C sopra la media.

– a livello continentale, il Sud America ha registrato il suo 2°anno più caldo; Asia, il 3°terzo; l’Africa, il 4°; l’Europa, il 5°; il Nord America e l’Oceania, il 6°;

– l estensione media del ghiaccio marino artico è stata di 4,01 milioni di miglia quadrate, la seconda media annuale più piccola da quando è iniziata la registrazione nel 1979;

– l’ estensione media  del ghiaccio marino nell’Antartide è stata di 4,11 milioni di miglia quadrate, la più piccola media annuale registrata.

 

 

Selezione degli eventi e anomalie più significative registrate nel 2017 per effetto del riscaldamento.

Il Direttore del GISS, Gavin Schmidt ha fatto osservare che, nonostante le temperature di questa prima metà di gennaio 2018 siano eccezionalmente più basse in quasi tutte le regioni della Terra, il riscaldamento globale continua inarrestabile.

Non è stato così per l’Europa centro-meridionale dove nella prima metà di gennaio 2018 si sono avute punte di anomalie fino a +7 °C nei Balcani e in Italia +4 °C.

Per l’Italia, l’anno meteorologico 2017, secondo quanto già anticipato lo scorso mese dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Centro Nazionale delle Ricerche (ISAC-CNR) si è chiuso con un’anomalia di temperatura di +1,3 °C al di sopra della media del periodo di riferimento convenzionale (1971-2000), classificandosi come 4° più caldo.

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